Corti locali

CORTI  LOCALI

Si tratta di magistrature ordinarie inferiori risalenti al periodo aragonese, suddivise in regie e feudali a seconda che servissero un territorio regio o feudale. Erano gestite da un Governatore (eletto dal re o dal barone) ed erano competenti a giudicare le cause civili e criminali. Contro le loro sentenze si poteva produrre appello alla Regia Udienza. 

Il carteggio concerne le Corti delle seguenti località: Acerno, Albanella, Altavilla, Amalfi, Aquara, Auletta, Baronissi, Bellosguardo, Bosco, Bracigliano, Caggiano, Calabritto, Camerota, Campagna, Cannalonga, Capaccio, Caposele, Casaletto, Castelluccia (oggi Castelcivita), Castelnuovo di Conza, Castel San Lorenzo, Cava de' Tirreni, Colliano, Contursi, Corleto, Eboli, Felitto, Giffoni, Giungano, Laviano, Lancusi, Laurito, Montecorvino, Montesano, Nocera dei Pagani, Stato di Novi, Olevano, Ottati, Padula, Petina, Positano, Postiglione, Quaglietta, Ravello, Ricigliano, Roccadaspide, Roccapiemonte, Roscigno, Salerno, Salvia, San Cipriano, San Giorgio, San Giovanni a Piro, San Rufo, Stato di Sanseverino, Sant'Angelo Fasanella, Sant'Angelo Le Fratte, Santomenna, Sapri, Saragnano, Sarno, Senerchia, Serre, Torraca, Trentinara, Vallo della Lucania, Valva.

La documentazione più antica è quella delle corti ducali di Amalfi e di Nocera dei Pagani e delle corti regie di Positano e di Ravello, risalente al XVI secolo. 

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