Intendenza - Affari amministrativi

INTENDENZA - AFFARI  AMMINISTRATIVI

  Le varie serie di Affari amministrativi dell'Intendenza contengono carteggio di natura amministrativa, ripartito per comune. Tra esse si segnalano le principali, accorpandole per tematiche.

 La storia delle amministrazioni locali dal Decennio francese all'Unità si può ripercorrere soprattutto attraverso tre serie: Amministratori comunali: sindaco, primo eletto e secondo eletto; Decurionato; Liste degli eleggibili, a cui va aggiunta la serie Contabilità comunale, distinta in stati discussi, conti morali e conti materiali. Gli stati discussi erano bilanci di previsione; i conti morali, resi dal sindaco, fornivano, in generale, la spiegazione di come si erano amministrate le risorse previste nello stato discusso; i conti materiali, resi dal cassiere, erano i conti consuntivi veri e propri.

Con il Decennio francese la storia dei comuni meridionali volta pagina: con la legge eversiva della feudalità del 2 agosto 1806 e con quella sull'amministrazione civile di sei giorni posteriore scomparve la distinzione tra università feudali e demaniali e, con essa, vennero meno le molteplici forme amministrative locali, dovute alla varietà dei patti che, di volta in volta, gli abitanti di un luogo stabilivano con il signore. Al loro posto subentrò un sistema di amministrazione locale omogeneo e centralizzato, sottoposto al controllo dell'Intendente, rappresentante del governo centrale nella provincia: «Tutte le città, terre e castelli [...] - recita l'art. 2 della citata legge del 2 agosto - abolita qualunque differenza, saranno governati secondo la legge comune del regno».

Al posto del parlamento subentrò il decurionato, una sorta di consiglio comunale non elettivo, ma nominato dall'alto in base al censo: nei comuni di prima classe (da seimila abitanti in su) ed in quelli di seconda (da tremila a seimila abitanti) la nomina era fatta dal Re su proposta del Ministro dell'Interno in base a terne formate dall'Intendente; nei comuni di terza classe (con meno di tremila abitanti) la nomina era fatta da quest'ultimo su proposta del Sottintendente. Le liste degli eleggibili al decurionato erano compilate in base a criteri censitari: nei comuni di prima classe ne facevano parte i proprietari con una rendita annua non inferiore a 24 ducati e coloro che esercitavano le professioni liberali; nei comuni di seconda classe i proprietari con una rendita annua di almeno 18 ducati, chi esercitava da maestro un mestiere oppure i titolari di negozi;  nei comuni di terza classe i proprietari con una rendita annua non inferiore ai 12 ducati e gli agricoltori che coltivavano per conto proprio la proprietà altrui a titolo di censo, di affitto o di altro contratto. A capo dell'amministrazione comunale vi era il sindaco, coadiuvato da due eletti, che dovevano eseguire le deliberazioni del decurionato.

 Numerose sono le serie concernenti la vita economica della provincia. Tra esse le più importanti sono : Arti e manifatture e Fiere e mercati. Del carteggio quivi contenuto si segnala quello sulla famosa fiera di Salerno (b. 1733), sulle cartiere di Amalfi (b. 1736), di Scala e di Tramonti (b. 1739), sulle industrie tessili di Cava de' Tirreni (b. 1736), sulle manifatture di carta, seta e pasta di Maiori (b. 1737), sulla filanda dell'Irno, (b. 1738), sull'industria tessile e sulla polveriera di Scafati (b. 1739), sulla concia delle pelli in Vallo della Lucania e in Vibonati e su varie attività manifatturiere di Vietri sul Mare (b. 1739).

 Sono altresì numerose le serie concernenti l'assetto del territorio. Tra esse si segnalano: Acque ed irrigazioni, con una ricca documentazione sui principali fiumi della provincia (il Sarno, il Picentino, il Tusciano, il Calore, il Sele ed altri corsi d'acqua di minor rilievo); Boschi, contenente il carteggio sul patrimonio boschivo, diviso per comune; Bonifica del Vallo di Diano, la cui documentazione consente di studiare il problema della bonifica di quest'area a partire dal XVI secolo.

Notevole è anche la documentazione delle serie Salute pubblica, Esercenti l'arte salutare e Deputazioni di salute, che forniscono informazioni sulle condizioni igienico-sanitarie dei comuni, sulle epidemie susseguitesi dal 1806 all'Unità e sul personale sanitario operante nei vari comuni della provincia (medici, cerusici, levatrici e farmacisti). Particolare interesse riveste il carteggio sulle due epidemie di colera del 1837 e del 1854-55.

 Per la storia dell'istruzione pubblica si segnalano due serie: Istruzione e Real Liceo. la serie Istruzione contiene il carteggio sulle scuole istituite nei vari comuni della provincia concernente gli insegnanti (nomina, stipendio, informazioni sulla loro condotta politica e morale e sulle loro attitudini didattiche), il reperimento dei locali per le scuole, l'acquisto di testi e di arredi scolastici, i permessi per l'apertura di scuole private. Un'altra parte del carteggio concerne la richiesta di piazze franche, vale a dire di posti gratuiti nel Real Liceo ed in altri istituti scolastici della provincia di Salerno e di Napoli.

 La serie Real Liceo, invece, contiene esclusivamente le carte riguardanti il Liceo di Salerno, istituito nel 1811 negli edifici dei monasteri soppressi della Maddalena e della Mercede, dove oggi ha sede il Convitto Nazionale. Il carteggio di questa serie riguarda il personale docente ed amministrativo (nomina del rettore e dei docenti, informazioni sugli stessi, nomina degli amministratori), l'attività didattica e gli esami, la gestione del patrimonio dell'istituto (rendite, contabilità, vendite ed affitti di terreni e di locali, crediti, debiti ed altro), nonché i lavori per l'edificazione del liceo nei locali dei suddetti monasteri ed i successivi interventi di restauro.

 Un'altra serie di particolare rilievo è quella concernente la Soppressione degli ordini religiosi. Durante il Decennio francese fu emanata tutta una serie di decreti con i quali numerosi ordini monastici vennero soppressi ed i loro beni furono incamerati dallo Stato. L'Intendente, in qualità di rappresentante del governo nella provincia, era preposto alla soppressione, per attuare la quale nominava dei funzionari incaricati di redigere gli inventari dei beni dei monasteri da abolire e curava il loro trasferimento allo Stato. Il carteggio di questa serie riveste notevole interesse non solo per la storia della Chiesa, ma anche per quella dell'arte e della cultura in generale, in quanto contiene informazioni sulle vicende del patrimonio artistico ed architettonico degli enti di culto soppressi. Con la Restaurazione la politica di ridimensionamento del potere della Chiesa subì un'inversione di tendenza: al suo ritorno Ferdinando di Borbone, bisognoso dell'appoggio del clero contro i fermenti liberali presenti nel regno, ripristinò molti ordini religiosi soppressi, che si videro restituire in larga misura i beni loro espropriati. L'art. 12 del Concordato firmato con la Santa Sede nel febbraio 1818 prevedeva che tutti i beni ecclesiastici non alienati nel Decennio francese fossero restituiti alla Chiesa, alla quale l'art. 15 ridava il diritto di acquisirne di nuovi.

 Dopo la soppressione è possibile seguire le vicende del patrimonio architettonico ecclesiastico attraverso il carteggio della serie Edifici provinciali. I locali dei monasteri soppressi furono adibiti per lo più ad uso di pubblica utilità, per scuole, ospedali, carceri, caserme, uffici, ecc. A Salerno il convento di Sant'Agostino (l'attuale palazzo della provincia) divenne sede dell'Intendenza, quello della Madonna del Carmine ospitò il Tribunale civile, mentre i conventi di Santa Maria delle Grazie e di Santa Teresa furono adibiti a caserme. Allo stesso modo, nei capoluoghi di circondario, le Sottointendenze furono alloggiate in monasteri soppressi: quello della Santissima Annunziata dei Padri Agostiniani a Campagna, quello dei Padri Certosini a Sala Consilina e quello di Santa Maria delle Grazie dei Padri Domenicani a Vallo della Lucania. Nella serie Edifici provinciali vi è un ampio carteggio sui lavori di ristrutturazione eseguiti per adattare gli immobili alla loro nuova destinazione.

 La serie Opere pubbliche comunali è una fonte inesauribile di informazioni sui lavori pubblici realizzati nei vari comuni della provincia dal Decennio francese all'Unità. Molti sono gli incartamenti sugli interventi di restauro in chiese e conventi, nonché sulla realizzazione e la manutenzione di infrastrutture necessarie alla vita civile, quali strade, fogne, acquedotti, illuminazione pubblica ed altro.

 La serie Strade  riguarda la costruzione e la manutenzione di numerose arterie, tra le quali le più rilevanti sono: la strada della Costiera, quella del Vallo, la strada delle Calabrie, quella di Matera e quella dei Principati.

 La serie Scavi di antichità, per quanto di modesta consistenza (solo due buste) è importante perché consente di ricostruire la storia del patrimonio archeologico della provincia con particolare riferimento all'area di Paestum.

 Il carteggio del Consiglio Generale degli Ospizi, che fu istituito con il real decreto del 16 ottobre 1809, e presieduto dall'Intendente. Ciò spiega perché il suo archivio si trovi incorporato in quello dell'intendenza, sebbene si tratti di un organo del tutto distinto da essa. Il Consiglio aveva compiti di vigilanza e di controllo sui cosiddetti luoghi pii, vale a dire sugli stabilimenti di assistenza e di beneficenza, quali ospedali, orfanotrofi, asili di mendicità, monti di pegni, monti di maritaggi, ecc. L'archivio di questo organo consta di un carteggio amministrativo e di atti contabili (conti e bilanci dei luoghi pii), a cui bisogna aggiungere gli Stati dei proietti, contenenti gli elenchi dei bambini abbandonati, che i sindaci inviavano periodicamente all'Intendente, la documentazione in merito al pagamento delle balie ed informazioni di vario genere sui proietti.