Protocolli notarili

PROTOCOLLI  NOTARILI

 

 

I Protocolli notarili costituiscono una vera e propria miniera di informazioni utili per lo studio della storia economica, sociale, culturale ed artistica dei vari comuni della provincia a partire dai primi secoli dell'età moderna.

Attraverso i testamenti, gli inventari dei beni, gli atti di acquisto e di vendita, la concessione di terre a censo o in enfiteusi ed i capitoli matrimoniali, nei quali i beni concessi in dote agli sposi sono minuziosamente elencati, è possibile ricostruire sia l'entità dei patrimoni dei vari ceti sociali di una determinata area che la loro evoluzione nel tempo.

Nei Protocolli notarili si rinvengono altresì atti concernenti attività economiche di varia natura, come l'industria molitoria, (si vedano i numerosi rogiti sull'affitto o la vendita di mulini), i pastifici, le manifatture tessili, le vetrerie, le faenziere e le cartiere molto diffuse soprattutto nella Costiera amalfitana.

Oltre che sulle manifatture i rogiti notarili forniscono informazioni preziose sulle attività mercantili. Il ricorso a queste fonti ha consentito di ricostruire le direzioni dei traffici commerciali amalfitani nel tardo medioevo e nei primi secoli dell'età moderna, la tipologia delle merci trattate, la tecnica mercantile e la presenza di operatori stranieri, nonché la costruzione di imbarcazioni in varie città costiere.

Nei Protocolli notarili si rinvengono altresì atti di acquisto di feudi, che spesso contengono anche gli apprezzi degli stessi.

Per quanto concerne la storia dell'arte, si segnalano i contratti con i quali veniva commissionata la realizzazione di opere d'arte, talora corredati da splendidi disegni, oppure gli apprezzi dei lavori eseguiti, descritti con dovizia di particolari.

I Protocolli notarili si sono rivelati altresì preziosi per ricostruire alcuni aspetti della storia del Collegio medico salernitano, in merito ai quali la documentazione superstite da esso emanata non fornisce informazioni adeguate. È il caso dei suoi compiti di controllo sugli speziali o aromatari, vale a dire i farmacisti, sui quali si conservano vari atti. Non pochi sono anche i contratti stipulati con docenti che dovevano tenere lezione. In altri rogiti si rinvengono testimonianze su momenti salienti della vita del Collegio, come il cerimoniale di insediamento del Priore e la nomina dei Collegiali.   

I notai, oltre a redigere gli atti loro richiesti, avevano talora l'abitudine di annotare sui protocolli fatti memorabili avvenuti, come temporali, carestie, terremoti, eruzioni vulcaniche, arrivi di pirati e finanche miracoli, dei quali probabilmente si sarebbe perduta la memoria, se il notaio non ce li avesse tramandati, narrandoli talora con grande vivacità. È il caso di quel «magnum et insolitum diluvium», avvenuto nella prima domenica dell'ottobre del 1581, descritto dal notaio Girolamo Fiore di Salerno, oppure dell'eruzione del Vesuvio del dicembre del 1631, di cui ci dà notizia il notaio Matteo de Filippis di Sarno.