Atti demaniali

ATTI  DEMANIALI

 Il governo si proponeva, attraverso la divisione in quote delle terre demaniali che potevano essere messe a coltura, di creare una piccola proprietà contadina. Alla legge eversiva della feudalità del 2 agosto 1806 ne fecero seguito delle altre, a partire dal 1° settembre dello stesso anno, che indicavano i criteri di ripartizione dei demani. Alle università dovevano essere assegnati i terreni più vicini all'abitato, che avrebbero dovuto poi essere divisi tra i cittadini nullatenenti o detentori di proprietà insufficienti alla sussistenza della loro famiglia, i quali, in cambio del pagamento di un canone, ne avrebbero ottenuto il pieno possesso. Per le terre boscose, montuose, per quelle situate in riva ai fiumi e per quelle tradizionalmente adibite ad uso di pascolo erano previste delle limitazioni. La ripartizione dei demani, come sanciva il decreto dell' 8 giugno 1807, implicava due operazioni: la prima consisteva nella divisione delle terre ex feudali tra i baroni e le università e nel cosiddetto scioglimento delle promiscuità, cioè nella ripartizione dei demani tra i comuni limitrofi; la seconda operazione consisteva invece nella divisione in quote delle terre spettanti a ciascun comune e nella loro assegnazione ai contadini nullatenenti o indigenti. L'art.12 del suddetto decreto prevedeva che esse dovessero essere divise tra «quei naturali de' comuni rispettivi, che rappresentavano ed esercitavano sul demanio comunale i diritti degli usi civici, che nella legge sono indicati col nome di comunisti: tra essi però i non possidenti, ed i possidenti minori saranno sempre preferiti». Una volta operata la suddivisione dei demani in parti dello stesso valore, le quote si sarebbero dovute estratte a sorte tra gli aventi diritto, in modo da evitare eventuali controversie. Si prevedeva inoltre la verifica e la reintegra delle terre demaniali usurpate o comunque indebitamente tenute dai privati.

        Le vicende delle quotazioni demaniali, così importanti per la storia della proprietà agraria e della sua evoluzione, possono essere ricostruite attraverso la documentazione del fondo Atti Demaniali, che essendo ripartito per comune, consente di fare la ricerca anche su aree di limitata estensione. Soltanto le ultime quindici buste riguardano tutta la provincia e danno una visione di insieme sia sulle disposizioni emanate in tempi diversi, relative alla gestione dei demani, che sulle quotizzazioni portate a termine nei vari comuni. Il carteggio abbraccia un arco di tempo di vasto respiro, in quanto parte dall'eversione della feudalità ed arriva, in qualche caso, alla metà del XX secolo. Talora contiene anche atti di data anteriore, i più antichi dei quali risalgono al XVI secolo, concernenti controversie tra i baroni e le università, di notevole interesse per la storia dei feudi e delle comunità locali di antico regime.