Corporazioni religiose

CORPORAZIONI  RELIGIOSE

La documentazione di questo fondo è in parte cartacea ed in parte membranacea. Ad esso appartiene la pergamena più antica conservata presso l'Archivio di Stato di Salerno, che risale al 982 e fa parte dell'archivio del monastero soppresso di San Giorgio di Salerno. Dalla Mensa arcivescovile salernitana proviene, invece, il documento membranaceo più lungo: si tratta di un rotolo composto da sei pergamene cucite insieme della lunghezza complessiva di quattro metri e mezzo, che contiene la ricognizione dei beni dell'Archidiocesi di Salerno fatta nel 1164 ad istanza dell'arcivescovo Romoaldo II.

L'ente ecclesiastico di cui si conserva il fondo documentario più consistente è il monastero di San Giorgio di Salerno, la cui sede era il monumentale edificio di via Duomo, dove oggi sono alloggiate una caserma della Guardia di Finanza ed una caserma dei Carabinieri. San Giorgio era uno dei più prestigiosi monasteri femminili della città, dove prendevano il velo le fanciulle dell'aristocrazia salernitana. La parte membranacea del suo archivio consta di 76 pergamene, a cui bisogna aggiungerne altre 325 conservate presso la Biblioteca Provinciale. La parte cartacea è raccolta in 16 buste, ordinate e rilegate in pergamena nella seconda metà del XVIII secolo per volontà della badessa Teresa Capano. Tra i vari pezzi va segnalata la Platea, cioè l'inventario dei beni del monastero, completata nel 1786, la quale, oltre a contenere una dettagliata descrizione dei beni e delle rendite di San Giorgio, che ci consente di ricostruire con esattezza la sua consistenza patrimoniale, fornisce anche preziose informazioni sulla sua storia. Questo ente ecclesiastico acquisì grande potere nel XVI secolo, quando ad esso furono riuniti gli altri tre monasteri benedettini di Santa Sofia, Santa Maria delle Monache e San Michele, dal quale gli provenne il feudo di San Michele di Serino, in cui esigeva censi e canoni di varia natura, oltre a godere dello jus proibitivo del molino, forno e vinacciale. San Giorgio è uno dei più cospicui esempi di feudalità ecclesiastica nell'ambito della provincia.

Oltre alle carte del monastero di San Giorgio, l'Archivio di Stato conserva anche documenti di altri importanti enti religiosi di Salerno, come la Platea del monastero di Santa Maria della Pietà o Pianta Nova del 1736 e quella del monastero di Santa Maria della Mercede (oggi sede del Convitto Nazionale) del 1742.

Notevole è altresì la documentazione degli enti religiosi degli altri comuni della provincia: oltre a quella della famosa certosa di Padula, peraltro consistente in soli quattro pezzi di atti di natura contabile, si segnala quella della badia di San Pietro e della chiesa parrocchiale di San Nicola di Aquara, del monastero di Santo Spirito e del convento di Sant'Antonio di Laurino, del conservatorio di Santa Maria di Loreto di Roccadaspide, dei conventi di San Francesco, Sant'Agostino e San Benedetto di Diano (oggi Teggiano), del convento di Sant'Andrea di Auletta, della Chiesa di Santa Maria Maggiore di Atena, del monastero di Santa Maria di Grottaferrata, che possedeva beni in numerosi comuni del Vallo di Diano.