Manoscritti

L'Archivio di Stato di Salerno conserva circa 68 manoscritti, appartenenti in parte al Fondo Bilotti, in parte al fondo Del Mercato (Archivi Privati). Una terza parte, invece, è di provenienza incerta (Manoscritti vari). 

Questi materiali coprono un arco temporale che va dal XV al XX secolo, e sono di tipologie eterogenea. 

Tra i manoscritti vari (20) il più antico, datato 1435, è un commento di Egido Romano all'opera di Aristotele: Aegidii Romani expositio in Aristotelis Libros Posteriorum Analiticorum, trascritta dal monaco celestino Giacomo da Gesualdo. Uno dei più recenti, invece, è il quaderno redatto da un  degente del manicomio Vittorio Emanuele II di Nocera nel 1912. Recente, ma non meno interessante, è la raccolta di tutti gli stemmi di Salerno realizzata su quaderni di scuola da Fernando Denton LItta (1972). 

I manoscritti del Fondo Bilotti (21) sono di varia natura, e rispecchiano la caratteristica del fondo, nato dalla passione bibliofila e numismatica di Paolo Emilio Bilotti: vi si trovano manoscitti di numismatica, di storia, di filosofia. 

Quelli del Fondo Del Mercato (27) raccolgono invece libri di famiglia e  opere giuridiche e storiche di Giovanni Cola Del Mercato, tra cui i Commentaria agli Statuti del Cilento (XVII secolo). 

Il fondo è stato catalogato nel 2009 nella banca dati Manus del Ministero per i Beni e le atività Culturali.